Comandi vocali, sono abbastanza sicuri per guidare?

Se le tecnologie mobili ci hanno abituati a stare iperconnessi 24 ore su 24, è difficile abituarsi all'idea che l'abitacolo del nostro veicolo possa diventare una gabbia di Faraday che ci isola dal mondo. Ecco allora che negli ultimi anni si sono diffusi sistemi per la comunicazione vivavoce, per la messaggistica, per la navigazione e la lettura di news, tutti collegati alla Rete e utilizzabili tramite comandi vocali. Ma secondo uno studio dell'Università dello Utah, perché aumenti il rischio di incidenti stradali non serve necessariamente che il nostro sguardo sia rivolto altrove o che le nostre mani siano impegnate in altre attività. È sufficiente che il cervello sia anche solo parzialmente occupato, ad esempio a formulare la domanda corretta al sistema di riconoscimento vocale, o a dettare un messaggio di testo. Se ascoltare la radio pone già un leggero rischio, tutte le attività più impegnative (incluso il vivavoce) non devono essere intraprese con leggerezza, ma la realtà incontrovertibile è che chi guida tenderà sempre più a voler restare connesso, con o senza l'aiuto dei sistemi di infotainment.

E’ meglio quindi che le condizioni, in cui avviene il collegamento, siano le più sicure possibili e che mani e occhi possano stare sul volante e sulla strada.

 

Fonte: gadget.wired.it 4 settembre 2013
 
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